Una volta chiusa quella porta dietro le sue spalle, il lavoro al laboratorio la attendeva come sempre. Helèna tirò un sospiro di sollievo per il pericolo appena scampato e infilò rapidamente il suo camice.

Instantempo era una ricerca molto delicata da seguire con costanza e abnegazione. Ogni attimo era prezioso e avrebbe potuto rivelarsi decisivo. Non c’era quindi tempo da perdere, bisognava mettersi subito a lavoro.

Appena varcata la soglia del suo laboratorio però, Giovanna, una delle sue collaboratrici, si avvicinò a lei con trepidazione. “C’è qualcosa di cui devo parlarti assolutamente” le disse con respiro ansioso.

Helèna si stupì che qualcuno fosse arrivato al laboratorio prima di lei. Qualcosa doveva aver veramente sconvolto Giovanna per far sì che fosse lì in anticipo.

“Parla pure, ti ascolto” le disse poggiandole una mano sulla spalla.

Instantempo

Instantempo

“Instantempo ha provocato delle strane reazioni in me, qualcosa che non riesco a spiegarmi”, continuò Giovanna.

“Ricordi quelle formule alle quali stavo lavorando negli ultimi tempi? Beh, ieri ne ho modificata una per studiarne le reazioni e improvvisamente nella mia mente sembra essersi illuminato qualcosa, un angolino di quella stanza buia che da anni mi ossessiona e che non riesco mai a vedere con chiarezza”.

Helèna ascoltava attentamente le sue parole e man mano che il racconto di Giovanna procedeva, sentiva il suo cuore battere sempre più forte dall’emozione.

Instantempo, la ricerca alla quale stavano affannosamente lavorando da lungo tempo iniziava finalmente a produrre dei frutti.

“Che cos’hai visto?” le chiese.

“Il volto di una persona che però al momento non riesco ancora ad associare ad alcun evento della mia vita in particolare. Sono certa, tuttavia, che quel viso appartiene al mio passato ed è un tassello importante per colmare questo vuoto nella mia memoria. Vederlo ha provocato in me emozioni molto contrastanti. Una sensazione di paura mista ad abbandono. Spero di riuscire a decifrare presto questi stati d’animo. Sento che sta per accadere qualcosa di decisivo. Quando quella formula sarà finalmente completa, la luce sostituirà il buio e ogni cosa tornerà al suo posto”.

Erano quelle le parole che Helèna aspettava di sentire da sempre e in fine quel momento era arrivato.

“E ora come ti senti?” le chiese preoccupata, “Stai bene?”

Helèna era perfettamente cosciente che, se usata nel modo sbagliato, instantempo era una ricerca che poteva avere effetti devastanti sull’uomo. Riportare alla luce ricordi sommersi non sempre, infatti, aveva effetti positivi sul comportamento umano, anche se era un processo necessario e inevitabile.

“Ciò che è accaduto mi ha inizialmente turbato molto e ne ero quasi spaventata. Sono letteralmente fuggita via da instantempo ieri dopo questa visione. Poi ho capito che non c’era nulla da temere. Ero finalmente vicina all’obiettivo per il quale stavo lavorando sodo da sempre. E così non vedevo l’ora di precipitarmi qui stamane, per condividere tutto questo con te e unire le nostre forze per trovare insieme la parte mancante di quella formula. E’ da lì che dobbiamo partire per arrivare alla soluzione”.

Instantempo era quindi una formula. Bastava completarla e il gioco era fatto.

“Lavoreremo fianco a fianco” le disse, “sono sicura che insieme riusciremo a scoprire presto la formula completa”.

Le due ricercatrici si guardarono con aria soddisfatta e per la prima volta si sentirono più vicine che mai.

Instantempo era stato concepito da Helèna, spinta da profonde motivazioni personali. Ora sapeva di poter contare anche sull’appoggio pieno di Giovanna. Era l’unica tra tutti i suoi collaboratori a essere giunta a un risultato concreto e ciò le avrebbe sicuramente dato un nuovo slancio.

Una volta effettuata insieme questa scoperta fenomenale, le due donne avrebbero potuto offrire il loro aiuto ai colleghi e a tutti coloro che necessitavano di questa formula per recuperare il loro passato e riappropriasi dei ricordi perduti.

La soluzione ormai non era lontana… Cosa sarebbe accaduto nei giorni successivi?