Instantempo

Storie di un neologismo: tra realtà e immaginazione

Instantempo era giunto al capolinea di un viaggio tanto lungo e impegnativo. Per tutti i passeggeri di instantempo era giunto il momento di scendere e intraprendere ognuno il proprio percorso, forti dell’esperienza acquisita attraverso l’indagine instantempo e arricchiti dagli insegnamenti che tutta questa vicenda aveva offerto loro.

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Instantempo era nato come un grande progetto con aspettative ancora maggiori per il futuro. Nel creare il laboratorio instantempo Helèna si era prefissata una meta ben precisa da raggiungere: ideare una formula di successo che una volta guadagnata popolarità nella comunità scientifica, le avrebbe permesso di ottenere i finanziamenti necessari a continuare altre ricerche lasciate incompiute, come quella di suo padre, e dare avvio ad altre sperimentazioni che le avrebbero assicurato una posizione di rilievo nel settore scientifico. Man mano che l’indagine instantempo aveva preso piede, il progetto si era allargato sempre di più, inglobando nuove persone ed aprendo altre prospettive.

Instantempo adesso aveva chiarito tutti gli aspetti di quella faccenda. Non restava altro che dare ad ognuno il giusto riconoscimento per il lavoro svolto e permettere ad ognuno di seguire la propria strada, ma senza perdersi mai. prosegui instantempo..

Instantempo aveva riavvicinato Helèna a suo padre. Grazie alla formula di instantempo, lo stato confusionale in cui era piombato il padre di Helèna dopo la visione del video era svanito nel nulla. Adesso conosceva esattamente quale era la verità e cosa era successo negli anni precedenti il suo rapimento da parte delle spie di instantempo. Sapeva di avere una bellissima famiglia che lo aspettava e che in tutti quegli anni non aveva mai smesso di cercarlo.

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Il laboratorio instantempo era nato per lui, perché la memoria non avesse più segreti e Helèna potesse arrivare a scoprire sia le cause che i mandanti del suo sequestro. Sua figlia era stata tenace e coraggiosa nelle sue ricerche, e non si era lasciata spaventare dai tanti ostacoli che aveva incontrato lungo il suo percorso, malgrado in alcuni momenti le fossero sembrati insormontabili. Aveva un’arma potente nelle sue mani, la formula instantempo, e, forte di quella scoperta, aveva cavalcato tutte le difficoltà a testa alta. Ricordava anche di avere una moglie, una donna che aveva amato tanto e che ora che instantempo gli aveva restituito il ricordo degli anni trascorsi insieme, sentiva di amare ancora di più. Presto avrebbe riabbracciato anche lei e si sarebbe prosegui instantempo..

Instantempo aveva consegnato quei criminali alla giustizia. L’indagine instantempo si era ormai conclusa. Mancavano ancora piccoli passi per chiudere il cerchio definitivamente, e restituire al laboratorio instantempo e ai protagonisti ciò che gli era stato portato via ingiustamente. Tutto però era accaduto in modo diverso dal previsto. La squadra di instantempo era sicuramente soddisfatta di aver vinto quella difficile sfida contro i servizi segreti ma provava anche tristezza per le due spie di instantempo che, loro malgrado, si erano trovate coinvolte in una storia che era partita offrendogli belle speranze e si era conclusa in rovina.

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La vittoria per instantempo aveva un retrogusto amaro perché forse, una volta ascoltata la storia raccontata da Agata e Giuseppe e aver constatato che il loro capo impietoso si era preso gioco dei loro sentimenti e delle loro aspettative per il futuro, nessuno avrebbe voluto che le due spie di instantempo finissero in manette, e pagassero per un crimine che solo in parte era stato commesso da loro. In realtà l’azione di spionaggio sul laboratorio instantempo partiva dall’alto, da una mente crudele che aveva manovrato tante vite, senza che la sua venisse mai minimamente intaccata.

Instantempo avrebbe potuto godersi a pieno il proprio trionfo, ma l’idea che l’artefice di tutto quel male la facesse franca tanto facilmente, turbava la loro gioia. Helèna e gli altri amici della squadra instantempo non desideravano altro che Angelo, colui che aveva messo in moto questa macchina infernale, prosegui instantempo..

Instantempo aveva finalmente svelato il mistero del coinvolgimento del padre di Helèna con i servizi segreti. La squadra di instantempo aveva individuato il momento esatto in cui era stato ordito il piano delle spie segrete di instantempo, e i mezzi di cui si erano serviti per spingere il padre di Helèna a spiare il laboratorio instantempo. Ciò che era certo è che non avevano adottato le normali procedure che si applicherebbero in casi come questi. La scoperta del padre di Helèna, così come la formula instantempo, sarebbero potute diventare delle loro esclusive se questi avessero seguito un percorso legale e regolare. Il fatto che le spie di instantempo fossero ricorse a dei mezzi illeciti, faceva pensare che quella cellula dei servizi segreti che si era avvicinata al padre di Helèna e al laboratorio instantempo, con buone probabilità, non seguiva gli ordini dell’organizzazione madre. Si trattava probabilmente di un piccolo gruppo di spie che si erano distaccate dall’organismo che le comandava e stavano provando a seguire un loro percorso indipendente, ricorrendo anche a soluzioni disdicevoli.

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Instantempo doveva assicurarsi che tutto ciò non avrebbe potuto avere un seguito, che quella banda criminale fosse fermata, e che fosse fatta giustizia per il padre di Helèna e la sua famiglia. Niente avrebbe potuto restituire loro gli anni preziosi di vita insieme che avevano perso e nulla avrebbe potuto cancellare dal cuore del padre di Helèna quell’esperienza dolorosa che l’aveva visto protagonista.

Instantempo però aveva sempre fatto tutto all’insegna della lealtà e anche stavolta, quindi, si sarebbe battuto perché ci fosse una giusta punizione per quanti avevano fatto loro del male prosegui instantempo..

Instantempo vedeva Samuele impegnato nella ricerca di indizi che permettessero di incastrare definitivamente le spie di instantempo. Stava mettendo letteralmente a soqquadro il casolare, nel disperato tentativo di trovare qualcosa, anche un minimo dettaglio, da utilizzare contro i servizi segreti per costringerli alla confessione finale, quella che poi non avrebbero più potuto negare e che li avrebbe incastrati una volta per tutte.

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Instantempo, avendo in mano quella prova schiacciante, si sarebbe potuto rivolgere alle autorità competenti per bloccare l’azione dei servizi segreti che, di certo, non avevano seguito le giuste procedure per impossessarsi della formula di instantempo.

Instantempo, allo stesso tempo, avrebbe potuto mettere il padre di Helèna di fronte alla realtà dei fatti, aiutarlo a ricordare e a ricostruire quel passato che le spie di instantempo avevano mandato in fumo.

Tutto ciò sarebbe stato possibile solo una volta trovato gli elementi risolutivi per l’indagine instantempo.

Helèna fremeva dalla voglia di raccontare a suo padre come stavano realmente le cose, che cosa gli avevano fatto quelle spie e che cosa aveva fatto lei invece inventando la formula di instantempo. Aveva tante cose da dirgli, ma le sue parole prosegui instantempo..

Instantempo aveva conquistato il cuore anche del dottore. Lui che inizialmente era stato così scettico sulla ricerca instantempo e sull’onestà della squadra, adesso si lasciava coinvolgere in prima persona, perché intenerito da quella madre così in apprensione per sua figlia. Giovanna aveva dato tanto alla ricerca instantempo e, proprio per combattere quella battaglia al fianco dei suoi amici, adesso si ritrovava paralizzata in quello studio medico, incapace di correre in soccorso di sua figlia.

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Instantempo l’aveva sicuramente aiutata a diventare molto più coraggiosa e temeraria. Se il dottore si fosse rifiutato di andare al posto suo ad accertarsi che non fosse accaduto nulla alla sua famiglia, di sicuro l’avrebbe fatto lei, a qualunque costo, anche a rischio di compromettere la sua guarigione che, per il momento sembrava procedere bene. Avrebbe rinunciato per sempre all’indagine instantempo. Avrebbe fatto qualunque cosa in suo potere pur di impedire alle spie di instantempo di avvicinarsi troppo alla piccola Cetty e alla nonna.

Instantempo però, se da un lato le aveva tolto tanto, privandola della possibilità di godersi la presenza di sua figlia prima, e ferendola gravemente poi, dall’altro lato l’aveva ricompensata per le rinunce cui l’aveva costretta, facendole prosegui instantempo..

Instantempo era diventato una presenza ingombrante nella vita privata di Giovanna. Tutto era andato bene finché era la sfera personale di Giovanna a essere tirata in ballo dall’indagine instantempo; le circostanze cambiavano nettamente ora che instantempo colpiva il cuore della sua famiglia, la parte più indifesa.

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La piccola Cetty aveva bisogno della sua mamma. Era suo dovere tutelarla e non trascinarla nella storia di instantempo con la quale non aveva nulla a che fare. Giovanna aveva deciso di entrare a far parte del laboratorio instantempo e intraprendere quella ricerca per chiarire un punto fondamentale del suo passato. Sua figlia rappresentava il presente e il futuro, la sua rivincita verso quella vita che aveva rischiato di perdere. Erano due mondi a parte che, nelle intenzioni di Giovanna, non dovevano assolutamente confondersi.

Instantempo aveva sempre potuto contare sulla lealtà di Giovanna. Le aveva chiesto tanti sacrifici che la donna aveva fatto senza obiezioni. Ora toccava a lei chiedere qualcosa alla ricerca instantempo. Giovanna avrebbe voluto chiedere ai suoi amici della squadra instantempo di aiutarla a difendere sua figlia da ogni prosegui instantempo..

Instantempo era completamente assorto dai recenti sviluppi dell’inchiesta. Sembrava che per una volta tutto filasse per il verso giusto, e le soluzioni al mistero di instantempo arrivassero come pioggia caduta dal cielo a rinvigorire gli animi dei protagonisti di instantempo.

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Instantempo però non poteva dimenticarsi di Giovanna, compagna fedele che l’aveva accompagnato fino a quel momento e che in quelle ore stava lottando per la sua stessa vita, messa a repentaglio proprio durante l’indagine instantempo.

Il ragazzo si era allontanato per raggiungere il resto della squadra di instantempo al casolare e appoggiarla nella sua azione offensiva. Era certo che fosse in mani sicure, che il dottore non avrebbe mai permesso che gli accadesse qualcosa di male e che quello fosse il luogo più sicuro dove attendere la sua completa guarigione così da poter ritornare nella schiera di instantempo. Dopo la sua partenza, il dottore riaccompagnò Giovanna nel suo studio aiutandola a rimettersi a letto in modo da non sprecare troppe energie.

“Stia qui e riposi pure tranquilla. Vedrà che presto i suoi amici di instantempo saranno di ritorno. Per allora la sua gamba starà sicuramente meglio prosegui instantempo..

Instantempo, nonostante i contraccolpi ricevuti da presunti tradimenti, come quello del padre di Helèna, ed effettivi allontanamenti, come quello di Giovanna, procedeva inesorabilmente con la sua inchiesta, tra ripide salite e intrepide discese.

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Instantempo riusciva a fatica a mettere dei punti fermi in tutta questa vicenda. La corrente degli eventi non spingeva mai nella stessa direzione, e trovare delle certezze nell’indagine instantempo che resistessero a queste continue fluttuazioni diventava ogni giorno più difficile. Instantempo aveva ormai percorso buona parte del suo cammino, giungendo addirittura a incrociare il suo cammino con quello delle spie d’instantempo, eppure sembrava che nulla fosse stato ancora concluso, che tutte le possibilità fossero ancora aperte, che fosse vero il complotto alle spalle di Helèna e del laboratorio instantempo ma anche il suo contrario. Tutte le volte che la squadra di instantempo riusciva a raccogliere delle prove, puntuali arrivavano le smentite. Mancavano ancora elementi essenziali all’indagine instantempo: l’intuizione geniale, la prova inconfutabile, prosegui instantempo..

Instantempo aveva seguito un percorso molto tortuoso prima di arrivare ad assistere al momento più atteso di tutta la storia per Helèna e per la squadra di instantempo: il confronto tra un padre e una figlia. L’oggetto conteso in questa rappresaglia non era solo la formula di instantempo. La posta in gioco era ben più alta, ossia tutto il vissuto di una famiglia che da quella storia era uscita non solo distrutta, ma anche sradicata del suo passato.

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Instantempo, con le sue dolorose scoperte, aveva privato Helèna delle sue fondamenta, quelle su cui, a fatica, durante gli anni, aveva costruito una roccaforte per proteggere se stessa, sua madre e le sue radici che credeva piantate in un terreno fertile.

Instantempo invece aveva svelato tutto il marcio che si nascondeva sotto quella superficie in realtà sterile e arida dalla quale non avrebbe ricavato frutti floridi ma solo il pomo della discordia che l’avrebbe allontanata per sempre da suo padre.

Instantempo, con la sua indagine, aveva spinto Helèna a scavare con le proprie mani quel terreno instabile, graffiandolo con le unghie nei punti più duri, fino a raggiungere il punto più profondo di quella buca, laddove si nascondeva la parte più putrida della storia di instantempo. Adesso rischiava di precipitare prosegui instantempo..